Ore di sostegno ridotte: la Cassazione conferma che è discriminazione anche prima del PEI definitivo
- Studio Legale Golinelli

- 21 mag
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Ogni anno migliaia di famiglie affrontano lo stesso problema: l’inizio dell’anno scolastico coincide spesso con un numero insufficiente di ore di sostegno assegnate agli studenti con disabilità.
Una situazione che crea difficoltà concrete, rallenta i percorsi educativi e mette in discussione il diritto all’inclusione scolastica.
Su questo tema è intervenuta una recente e importantissima decisione della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, che ha chiarito un principio fondamentale: la scuola non può ridurre arbitrariamente le ore di sostegno individuate come necessarie dagli organi competenti, e ciò vale anche prima dell’approvazione definitiva del Piano Educativo Individualizzato (PEI).
Il caso concreto
La vicenda nasce dal ricorso promosso dai genitori di uno studente con disabilità grave.
Il Gruppo di Lavoro Operativo (G.L.O.), composto da insegnanti, specialisti e famiglia, aveva stabilito che per garantire una reale inclusione scolastica fossero necessarie 22 ore settimanali di sostegno.
Nonostante ciò, l’amministrazione scolastica aveva comunicato l’assegnazione di sole 14 ore.
Una differenza significativa che, nella pratica, avrebbe comportato una drastica riduzione del supporto educativo necessario allo studente.
I genitori hanno quindi deciso di agire in giudizio, denunciando il carattere discriminatorio della decisione adottata dalla scuola.
Il nodo giuridico: chi è il giudice competente?
La controversia si è concentrata su una questione molto tecnica ma decisiva: la competenza spettava al giudice amministrativo o al giudice ordinario?
La Corte d’Appello aveva sostenuto che, non essendo ancora stato approvato il PEI definitivo, la controversia dovesse essere devoluta al TAR.
La Cassazione ha invece ribaltato completamente questa impostazione.
Secondo le Sezioni Unite, quando la famiglia denuncia una discriminazione indiretta derivante dall’insufficiente assegnazione delle ore di sostegno, la tutela spetta al giudice ordinario, anche se il PEI definitivo non è stato ancora formalizzato.
Il principio affermato dalla Cassazione
La Corte ha ribadito un principio centrale:
l’amministrazione scolastica non può ridurre le ore individuate dal G.L.O. solo per esigenze organizzative o di disponibilità del personale.
Il diritto all’inclusione scolastica dello studente con disabilità è infatti un diritto fondamentale costituzionalmente protetto.
La Cassazione richiama inoltre il concetto di discriminazione indiretta: si verifica quando una decisione apparentemente neutra produce, nella realtà, uno svantaggio concreto per una persona con disabilità rispetto agli altri studenti.
Ed è esattamente ciò che accade quando il supporto educativo necessario viene ridotto senza adeguata giustificazione.
Perché questa sentenza è così importante
Questa decisione rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela delle famiglie.
La Corte chiarisce infatti che:
il diritto allo studio degli studenti con disabilità non può essere subordinato ai limiti organizzativi della scuola;
le famiglie possono agire immediatamente contro le riduzioni ingiustificate delle ore di sostegno;
la tutela antidiscriminatoria offre uno strumento rapido ed efficace per ottenere il rispetto dei diritti fondamentali.
La sentenza rafforza inoltre il valore del lavoro svolto dal G.L.O., riconoscendo che le indicazioni formulate da questo organismo tecnico non possono essere ignorate arbitrariamente dall’amministrazione scolastica.
Una decisione che cambia la prospettiva
Il messaggio lanciato dalla Cassazione è molto chiaro: l’inclusione scolastica non è una concessione amministrativa, ma un diritto.
Quando le ore di sostegno vengono ridotte senza adeguata motivazione, non si è davanti a un semplice problema organizzativo, ma a una possibile discriminazione.
Ed è proprio questo il punto più importante della decisione: riportare al centro la persona, i suoi diritti e la concreta possibilità di accedere a un percorso scolastico realmente inclusivo.




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